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Jurassic Park dentro di noi: fossili di virus e batteri

Siamo una specie di Jurassic Park di microbi. Dentro di noi sopravvivono i resti di incontri antichissimi con batteri e virus e si può dire con certezza che i parassiti hanno plasmato la nostra evoluzione.

Mitocondri, la nostra energia si deve ai batteri
Possiamo dire che siamo fatti di germi. Basterebbe menzionare quegli organelli racchiusi in quasi tutte le cellule e chiamati mitocondri. Sono fucine indispensabili che rispondono prontamente agli stimoli ambientali e alle richieste cellulari di energia. Si possono definire le nostre fabbriche di carburante: convertono l’ossigeno che respiriamo e il cibo che mangiamo in energia. Ebbene, si ritiene che la loro origine risalga all’endosimbiosi di un protobatterio, cioè alla convivenza pacifica tra il microrganismo e l’essere umano. In altre parole, i biologi molecolari hanno scoperto che i batteri antichi sono stati incorporati nelle nostre cellule per evolversi gradualmente in mitocondri.
Lynn Margulis sostenne per la prima volta la teoria dell’endosimbiosi negli anni Sessanta e, sulla base di decenni di prove accumulate, la comunità scientifica ormai ha avvalorato le sue idee: l’endosimbiosi è la migliore spiegazione alla base dell’evoluzione cellulare.

Nel DNA fossili genetici
Alcune delle pagine che formano il grande libro della vita umana, il DNA, non sono nostre: vengono dai virus.
«Quasi la metà del nostro genoma, circa il 48 per cento, è composto da migliaia e migliaia di sequenze virali», si legge nel saggio La rivolta della natura (La nave di Teseo), scritto dalla giornalista Eliana Liotta e dal virologo Massimo Clementi. «L’8 per cento è formato da HERV, sigla che sta per human endogenous retrovirus: retrovirus, come il famigerato HIV, ma ormai umani ed endogeni, interni al nostro corpo». Come fossero fossili genetici.
«Nel 2006 ricercatori francesi hanno assemblato un retrovirus che era rimasto intrappolato nel genoma umano circa cinque milioni di anni fa», si legge ancora nel libro. «È stato ricostruito in base alle sue sequenze copiate nel DNA e rimaste come fossili (trasmessi di generazione in generazione): il virus, battezzato Phoenix, è stato in grado di infettare debolmente le cellule di mammifero».

Gli antichi microrganismi di una madre
Incredibile che un microrganismo si debba la nostra stessa possibilità di riprodurci. «Quando siamo un grumetto di cellule nell’utero materno, si attiva HERV-K», scrivono Liotta e Clementi nel saggio La rivolta della natura. «È un retrovirus endogeno, uno di quei virus che nei millenni sono diventati parte di noi in senso letterale, perché hanno integrato il loro DNA nel nostro. Giace nel genoma umano, incastrato, e dà segni di sé quando esplode una vita. Le proteine che produce modulano le primissime fasi dello sviluppo di un embrione e lo proteggono dalle infezioni virali».
La mamma è il microbo anche in un altro caso. «La proteina esterna di un virus è diventata la sincitina, ossia la proteina che oltre cinquanta milioni di anni fa ha reso possibile lo sviluppo della placenta».

Redazione Nutrivel