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Giocare di ruolo per migliorare la concentrazione

Possono un gamer o uno scultore insegnare i metodi per concentrarsi meglio? Sì, perché la concentrazione è come un muscolo da allenare contro le distrazioni. Ecco 4 metodi per rafforzarla, ma senza dimenticare che la distraibilità ha una funzione biologica.

Lo scrittore di fantascienza Hugo Gernsback, per migliorare la concentrazione ed evitare le distrazioni newyorkesi che lo distoglievano dal suo lavoro, progettò l’isolator. Era un grosso casco che, calato sulla testa, aveva il compito di limitare i rumori dall’esterno ed evitare interferenze. Era il 1925 e l’invenzione non era esattamente comoda e funzionale. Ancora oggi, a distanza di 100 anni, si tenta di trovare una soluzione allo stesso problema e sono innumerevoli i metodi ideati per tentare di rafforzare memoria e concentrazione. Forest, per esempio, è una app che posiziona un timer dietro l’immagine di un albero. Se, distraendosi, si utilizza lo smartphone prima del tempo impostato, l’albero appassisce e muore. Se si pensa alla propria giornata, le occasioni di distrazione sono moltissime e la capacità di concentrazione, soprattutto dopo la pandemia, sembra che sia stata minata in modo irreparabile. Nel lockdown erano diversi i racconti di chi non riusciva a concludere la lettura di un libro, di chi faceva una cosa e poi non si ricordava esattamente il perché, di chi provava a guardare un film e 10 minuti dopo si ritrovava a cucinare la cena, senza soluzione di continuità.
A contribuire a questa distrazione cronica sono molti fattori: il multitasking, inteso come la tendenza a dedicarsi a molte attività contemporaneamente, gli innumerevoli stimoli e informazioni da processare, lo stress, che rischia di sovraccaricare la mente, e l’utilizzo compulsivo dei dispositivi mobili, che frammentano il tempo e l’attenzione.
Ancora nel 2013 uno studio di Nokia ha rilevato che le persone controllavano i telefoni in media 150 volte al giorno. Nel 2016 una ricerca di Dscout ha riportato che le interazioni con gli smartphone in un solo giorno arrivavano a circa 2.617. Apple ha confermato che gli utenti sbloccano i loro iPhone in media 80 volte al giorno. In tempi recenti è assai probabile che questi numeri siano cresciuti.
La distrazione in parte dipende anche da aspetti biologici. Uno studio di Harvard condotto nel 2010 ha raccontato che la mente di una persona media vaga per il 47% delle volte. Perché succede? La concentrazione ha il potere di rendere focalizzati su un determinato tema, ma estranea da elementi esterni. A livello biologico i momenti in cui si è distratti sono fondamentali alla sopravvivenza e il cervello li utilizza in modo funzionale. Per esempio sono necessari a distogliere da sé stessi. Nir Eyal, autore del libro Indistractable, ha affermato: “Il motivo per cui perdiamo la concentrazione la maggior parte del tempo è perché stiamo cercando di sfuggire a una sorta di disagio, come stress, ansia, solitudine o noia”.
L’essere umano non è fatto per essere concentrato tutto il tempo, ma in media il tempo in cui riesce a esserlo è circa 90 minuti. Non è scontato però che si riesca a farlo. Per raggiungere buoni obiettivi di attenzione e limitare gli effetti della distrazione è necessario allenare i muscoli mentali con alcuni metodi da prendere in prestito da scultori, hacker, monaci tibetani e gamer.

Ruolo 1: lo scultore, per fare un’attività manuale

Willard Wigan è un’artista che nel 2013 ha vinto il Guinnes dei Primati per la scultura più microscopica della storia. Aveva creato una motocicletta all’interno di un pelo di barba svuotato. Nel 2018 all’interno della cruna di un ago aveva ricreato la scena dell’allunaggio. Le sue opere d’arte sono sculture nanometriche. Per vederle è necessario il microscopio. Per farle è necessaria un’altissima concentrazione che eviti le distrazioni. Queste influenzano i movimenti e mettono a repentaglio la fragile scultura. Lavorare con le mani aumenta il livello di concentrazione perché focalizza l’attenzione su una parte del corpo e non permetta alla mente di vagare.

Ruolo 2: l’hacker, per bloccare lo spazio fisico

Se si tende a guardare i dispositivi mobile in modo compulsivo, si può tentare di mettere una distanza tra sé stessi e lo smartphone, per evitare di interagire con lui per automatismo. Significa posizionarlo in un’altra stanza e decidere di fare attività in cui la sua presenza non è richiesta. 

Ruolo 3: il monaco tibetano, per fare mindfulness (a intervalli di 3 minuti)

Uno dei maggiori ostacoli alla concentrazione è lo stress, che mantiene la mente in uno stato di costante allerta e crea un sovraccarico della “memoria di lavoro”. Praticare esercizi di mindfulness consente di riconnettersi al presente, rompere il circolo vizioso dei pensieri negativi e allenare il muscolo mentale per eliminare informazioni. Si tratta di indirizzare l’attenzione sul proprio corpo e sulle proprie sensazioni per una sessione di 12-15 minuti circa. A livello ideale. Quando si comincia la pratica, però, quel tempo sembra infinito e non è così facile mantenere la mente focalizzata sul momento presente. Il consiglio è provare a introdurre la mindfulness attraverso piccoli step di 3 minuti, più gestibili e meno scoraggianti.

Ruolo 4: il gamer, per trovare un gioco immersivo a cui dedicarsi

Una ricerca del 2018, pubblicata sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience, ha confermato che la capacità cognitiva di un individuo non è un tratto fisso ma può essere allenata. I ricercatori hanno fatto alcuni test di selezione visiva su ragazzi che avevano trascorso del tempo a giocare al videogioco League of Legends. Per selezione visiva si intende la capacità del cervello di concentrarsi su alcune informazioni eliminandone altre meno rilevanti. Il gioco richiedeva di raggiungere un obiettivo principale e contemporaneamente presentava dei segnali sulla schermata con cui interagire. All’inizio dell’esperimento i giocatori più esperti hanno ottenuto migliori risultati dei neofiti. Dopo poco, però, i neofiti avevano raggiunto gli stessi risultati degli esperti. I cambiamenti nella loro attività cerebrale erano avvenuti in circa un’ora.
Non è ancora dimostrato che la concentrazione acquisita nel gioco sia davvero trasferibile in altri ambiti, ma è stato rilevato come l’allenamento possa cambiarne i livelli. Si tratta quindi di rafforzare i muscoli della concentrazione, magari con un joypad in mano.

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Redazione Nutrivel