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Come organizzare gli spazi e la mente con il decluttering scientifico

Il decluttering (ovvero il riordino approcciato in modo scientifico) è un metodo che da anni si è imposto come una “pulizia rituale” degli spazi fisici, che aiuta a riordinare anche la mente.

Usare solo gli oggetti che ci fanno felici: sembra utopia, mentre gli armadi scoppiano di abiti che non mettiamo da almeno tre stagioni e i cassetti brulicano di cianfrusaglie che non ricordiamo nemmeno di avere. La guru del riordino come stile di vita è la scrittrice giapponese di economia domestica Marie Kondo, che da qualche anno ha scardinato decenni di consumismo, invitandoci a tenere solo lo stretto necessario.
Più che un metodo per eliminare il superfluo e far spazio in casa, il metodo Konmari, è una filosofia di vita che aiuta a riconoscere cosa è superfluo, organizzando ogni cosa in maniera efficiente. Secondo l’autrice del best seller “Il magico potere del riordino” attraverso il decluttering si sta meglio anche fisicamente perché si crea un cambiamento esterno e interno, che “detossina” la mente e, di conseguenza, il corpo.
Fare decluttering è molto impegnativo: significa riprogrammare le proprie abitudini ed essere consapevoli delle proprie necessità. Non tutti riescono ad applicare alla lettera il suo metodo. Ecco perché si sono diffuse diverse “scuole” e metodi alternativi. Il segreto? Trovare la propria routine senza essere troppo fiscali.

Siete persone meticolose? Ordinate jap 

Secondo il metodo Konmari meglio partire da una categoria di oggetti, anziché da una stanza. Dovrete quindi reperirli in giro per la casa, ammucchiarli in un punto e “riordinarli”: un’operazione logisticamente complessa che richiede molto tempo.
Per la Kondo bisogna tenere solo ciò che ancora dà gioia ed eliminare il resto, ma voi potreste decidere di darvi una regola più pratica e funzionale: tenere a portata di mano ciò che vi serve quotidianamente e archiviare in soffitta o in cantina ciò che potrebbe servirvi in futuro, o in occasioni speciali.
Trovate sempre un posto alle cose che volete conservare o rischierete di creare nuovamente il caos. Le cose che scarterete invece potete decidere di gettarle, donarle, venderle. Ci sono molte app che permettono di vendere oggetti e abiti usati: datevi un tempo limite entro il quale smaltire gli oggetti, prima che tornino a colonizzare alla rinfusa cassetti e armadi.

Siete attenti all’estetica? Il metodo Roygbiv fa per voi

Se siete social addict e sognate le case da sogno delle celebrity viste su Pinterest e Instagram, provate il metodo cromatico di organizzazione degli spazi suggerito da The Home Edit. È una startup americana fondata da due professioniste del riordino fissate con l’estetica, Clea Shearer e Joanna Teplin, che ha all’attivo un best seller e un programma su Netflix. Tutto, dai cibi ai libri, dalla dispensa alla cantina, viene organizzato in scala cromatica secondo un ordine preciso: il “Roygbiv” acronimo inglese che riprende la sequenza dei colori dell’arcobaleno utilizzandone le iniziali. Può essere un buon metodo per riordinare se in casa avete tanti ripiani a giorno, mensole, librerie, pensili con ante a vista.

Siete pragmatici? Provate la regola dei 90/90

Joshua Fields Millburn & Ryan Nicodemus sono gli autori del sito The Minimalist e del libro “The Essential” dedicato ai suggerimenti per una vita più consapevole e minimale. La coppia è portavoce di uno stile di vita dove “less is better”. Tra i loro consigli per disfarsi più agilmente degli oggetti vi è una regola semplicissima: quella del 90/90. Se siete indecisi nel lasciare andare qualcosa, basta porsi due domande: “Ho usato questa cosa negli ultimi 90 giorni? Se no, la userò nei prossimi 90 giorni?”. Se la risposta è negativa, allora lasciate andare. Gli stessi autori sottolineano che le regole non devono essere arbitrarie, ma potete anche darvi dei periodi di tempo più lunghi. Magari potreste usare la regola del 120/120, l’importante è liberarsi di ciò che è inutile.

Redazione Nutrivel